All'imbrunire,
quando natura oscura e tace,
s'ode un flebile
crepitio
provenire
dalla stanza accanto,
solitaria e buia.
Note,
odori
di lontani ricordi,
ancora vivi
nel cuore,
si fondono,
e come flutti
affiorano
alla mente.
Mentre soave
si diffonde il bagliore e
il rumore
del secco ceppo,
che brucia e consuma
poco a poco.
D'incanto,
lo osservo,
questo dono
antico degli dei,
donatoci
per scaldare
non solo le membra.
Grata, stupita,
Lo contemplo:
non e' fiamma
che tutto divora,
tutto possiede,
tutto travolge.
E' un'onda calda,
comprensiva,
compassionevole,
accudente.
Le staro' accanto,
fino a quando
la mia essenza
smettera' di bruciare
con essa.